Una breve storia della trasformazione urbanistica dell’antico Quartiere di Holborn a Londra vista attraverso i rapporti diplomatici tra Regno di Gran Bretagna e Regno di Sardegna tra il XVIII e il XIX Secolo
A cura di Giovanna Maria Cappello e Gabriele Asaro
Abstract
Perché al centro di Londra è presente una strada intitolata alla Sardegna (Sardinia Street)? Questa è la prima domanda che si è posta l’Autrice del presente articolo mentre camminava lungo Kingsway a Londra: la Sua curiosità l’ha condotta dapprima ad un edificio denominato “Sardinia House” e poi ad una Chiesa, che conserva un antico stemma araldico che include i Quattro Mori.
Da questo trae origine una breve ricerca degli Autori su un non luogo (ossia una Chiesa che non esiste più) e su uno Stemma ligneo del Regno di Sardegna, attualmente custodito all’interno di una Chiesa di culto Cattolico Romano ubicata in Londra, al civico 70 di Lincoln’s Inn Field nel Quartiere di Camden [[1]], studio finalizzato alla divulgazione e valorizzazione delle informazioni raccolte. Tale Stemma, che nella sua specificità rappresenta un importante tassello della Storia del Regno di Sardegna (1297-1861), fino agli inizi del XX Secolo adornava la Roman Catholic Sardinian Chapel detta anche Sardinian Embassy Chapel, poiché annessa all’antica Sede diplomatica del Regno di Sardegna presso il Regno di Gran Bretagna[2]. Per secoli la Sardinian Embassy Chapel ha rappresentato un punto di riferimento della Chiesa Cattolica in Inghilterra e, benchè godesse di immunità diplomatica, subì gravi danni nel corso della sua storia per mano dell’uomo. Sul sedime di quella antica Chiesa [[3]] oggi è presente una delle sedi della prestigiosa London School of Economics and Political Science – LSE [[4]]. Gli Autori, attraverso un’analisi comparata di Fondi cartografici e archivistici – in parte di pubblico dominio [[5]] in parte nella disponibilità degli Autori – hanno potuto ricostruire, ad uso dei lettori di questo articolo, sia la posizione geografica dell’antica Cappella dell’Ambasciata del Regno di Sardegna a Londra sia la conformazione in pianta e sezione. Infine sono state raccolte alcune viste interna dell’edificio di culto, inclusa un’incisione realizzata in occasione della prima visita di un Re di Sardegna, Vittorio Emamuele II di Savoia, presso la Corte di San Giacomo nel 1855.
Introduzione
I rapporti tra il Regno di Gran Bretagna e il Regno di Sardegna affondano le loro origini agli inizi del XVIII Secolo, ed in particolare nel mese di agosto del 1708 con lo sbarco a Cagliari presso Sant’Elia da parte dei Royal Marines al comando di Sir John Leake durante la Guerra di Successione Spagnola[6]. Si osservi, già in occasione di questo evento bellico, una forma di benevolenza del Regno di Gran Bretagna verso la nostra Isola, posto che i 40 vascelli ancorati in rada nel Golfo degli Angeli effettuarono solo un bombardamento “dimostrativo” su Cagliari (al fine di accelerare le trattative diplomatiche tra i rappresentanti del Regno di Sardegna e gli Ambasciatori di Carlo d’Asburgo). Dopo quell’episodio dimostrativo, le cronache registrano dei disordini nella Cagliari assediata, verosimilmente orchestrati dalle frange filo asburgiche [[7]], cui seguì la richiesta di armistizio con gli Inglesi da parte del Vicerè. Con la resa di Cagliari e, nei giorni successivi di Alghero e Castelsardo (ossia delle tre principali Città fortificate costiere) il Regno di Sardegna si arrese definitivamente al dominio di Carlo d’Asburgo con la promessa che tutti gli antichi privilegi sarebbero stati rispettati.
L’anno 1708 segna storicamente la conclusione dell’egemonia Spagnola sul Regno di Sardegna[8] iniziata di fatto nel 1323 con il primo insediamento sul Colle di Bonaria “Bon Ayre” a Cagliari da parte degli Aragonesi[9] . L’acquisizione del Regno di Sardegna alla Monarchia Asburgica d’Austria venne successivamente ratificata con il Trattato di Utrecht del 1713. Pochi anni più tardi il Regno di Sardegna fu oggetto di scambio tra casate degli Asburgo e i Savoia: a seguito delle trattative di Londra e dell’Aia il Regno delle Due Sicilie passò sotto il controllo degli Asburgo e il Regno di Sardegna sotto il controllo dei Savoia, con Re Vittorio Amedeo II.
Negli anni successivi la Corona Inglese ha continuato a manifestare in più occasioni un atteggiamento “protettivo” nei confronti del Regno di Sardegna, evidentemente non scevro da precisi interessi geo-politici[10]: in primis l’importanza del rafforzamento di uno Stato cuscinetto al confine con la Francia, gli esiti del fallito tentativo separatista in Sicilia del 1848 in relazione ai rapporti con il Regno delle Due Sicilie e, last but not least, la possibilità di poter far approdare la flotta del Mediterraneo in una serie di porti fortificati già presenti nell’Isola di Sardegna (Cagliari, Alghero e Castelsardo) in caso di guerra con la Francia.
I rapporti diplomatici tra il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda e il Regno di Sardegna culminarono nel 1855 con la partecipazione di quest’ultima alla Guerra di Crimea. Si osservi come nella “LEGGENDA”[[11]] di una Carta Militare risalente all’epoca della spedizione in Crimea (facente parte del Fondo cartografico della Collezione Asaro-Cappello – vedasi pagina successiva) venga espressamente indicato “Batterie Sarde” con riferimento al Corpo di spedizione di 15.000 soldati guidati dal Generale Alfonso La Marmora: non Piemontesi, non Sabaude bensì Sarde.

Stralcio tratto da Mappa militare “da campo”della Guerra di Crimea: in basso a sinistra, nell’elenco degli schieramenti dei belligeranti, si osservi la dicitura “Batterie Sarde” – Collezione privata degli Autori
Nel periodo compreso tra la fine di novembre e i primi di dicembre dell’anno 1855, il Re Vittorio Emanuele II si recò in visita ufficiale a Londra per incontrare la Regina Vittoria e per consolidare i rapporti diplomatici con il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda: in un’antica stampa (recentemente acquisita nella collezione privata degli Autori), viene ritratto il Re di Sardegna all’interno della Sardinian Embassy Chapel di Londra in occasione di quella prima storica visita nel Regno Unito da parte di un Capo di Stato del Regno di Sardegna, divenuto poi Regno d’Italia (1861) e quindi Repubblica Italiana (1946) [[12]].

Incisione su legno tratta da “Illustrated London News” del 1855 che raffigura il Re di Sardegna Vittorio Emanuele II che assiste alla Santa Messa officiata presso la Sardinian Chapel in Duke Street Lincoln’s Inn – Collezione privata degli Autori
La Cappella dell’Ambasciata Sarda a Londra (Sardinian Embassy Chapel)
L’esistenza di una Ambasciata del Regno di Sardegna a Londra è storicamente documentata a partire dalla seconda metà del XVIII Secolo [[13]]. L’edificio era ubicato nell’antico Borgo di Holborn: in quest’area, che oggi è parte integrante del Borgo londinese di Camden, nel XVIII Secolo erano ospitate ben tre Inns of Court [[14]] oltre a sale per spettacoli, locande, taverne e un famoso “luogo di appuntamenti” [[15]].
Nella mappa dal titolo “ A plan of the cities of London and Westminster, and borough of Southwark, with the contiguous buildings from an actual survey, taken by John Rocque, land-surveyor, and engraved by John Pine, Bluemantle (London: John Pine and John Tinney, 1746) lungo la (strada che in seguito venne ribattezzata Sardinia Street) viene puntualmente riportata l’esistenza di una Chiesa (“Sard. Church”): tuttavia, sebbene trattasi di una eccellente incisione, il livello di accuratezza le informazioni contenute nella pur pregevole mappa di John Rocque [[16]] , di cui si produce uno stralcio in questa pagina, non consente di acquisire dati utili a ricostruire la planimetria dell’antica Chiesa (trattandosi pur sempre di cartografia urbana del XVIII Secolo).

Particolare della mappa “A plan of the cities of London and Westminster, and borough of Southwark, with the contiguous buildings from an actual survey, taken by John Rocque, land-surveyor, and engraved by John Pine, Bluemantle” (London: John Pine and John Tinney, 1746) – tratto da The Grub Street Project (University of Saskatchewan – Canada)
Dall’analisi della mappa di John Rocque del 1746 si evince l’esistenza di un restringimento “tripartito” della Duke Street in corrispondenza del collegamento con Lincoln’s Inn Fields, che coincide con l’arco ribassato affiancato da due porte, rappresentato nella seguente foto risalente al 1912 [[17]]: nel XVIII Secolo questo varco assolveva verosimilmente ad una funzione di filtro con il “vivace” borgo circostante.

Foto tratta da British History Online “Plate 68: No. 54, Lincoln’s Inn Fields, rear of archway’, in Survey of London: Volume 3, St Giles-in-The-Fields, Pt I: Lincoln’s Inn Fields, ed. W Edward Riley, Laurence Gomme (London, 1912)
La poca efficacia del suddetto filtro fu evidente in occasione dei “ Gordon Riots” nel mese di giugno del 1780, storicamente considerata la protesta più distruttiva della Storia Britannica [[18]]: in quei giorni la Sardinian Embassy Chapel venne assalita dalla Protestant Association, contraria all’emanazione del Catholic Relief Act (1778) che riduceva le discriminazioni in atto contro la minoranza di culto Cattolico.
In seguito la Chiesa venne restaurata e continuò ad ospitare i riti religiosi, verosimilmente sia della comunità Italiana che di quella Irlandese (nel periodo in cui il culto Cattolico era vietato in pubblico): infatti, anche a seguito dello spostamento della sede diplomatica nel 1799, la Chiesa godette dello status diplomatico “extraterritoriale” almeno fino al 1858.
Già nel corso del XVIII Secolo, dopo il Great Fire del 1666, vengono ideati progetti di riordino urbanistico della Città, afflitta da seri problemi di approvvigionamento idrico, posto che il Tamigi rappresentava sia la principale fonte di captazione dell’acqua [[19]] sia il principale collettore fognario. Non secondario fu l’effetto dell’adozione del modello Haussmann, ossia l’approccio radicale già applicato a Parigi con la demolizione del tessuto urbano di derivazione mediavale, fatto di vicoli ciechi e labirintici, in favore di larghe arterie rettilinee (i “boulevard”), utili anche in funzione antisommossa in caso di rivolte popolari. È in questo contesto di riordino urbanistico che si pone il progetto di collegamento tra l’Embankment e l’area delle baraccopoli di Clare Market e Holborn [[20]]: nella iniziale proposta progettuale per la realizzazione della “New Central Street” (successivamente denominata Kingsway) sottoposta al London Country Council nel 1893 (“Plan 33h” da cui è tratto lo stralcio cartografico seguente), è ben rappresenta la planimetria della “R.C. Chapel” (verosimilmente acronimo di Roman Catholic Chapel) lungo la Sardinian Street, ovvero l’antica Sardinian Embassy Chapel. Si osservi che il termine “Sardinia” (ossia Sardegna) ricorra, in questa mappa, anche in un ulteriore toponimo (“Sardinia Place”), strada oggi non più esistente a seguito della realizzazione della Kingsway.

Stralcio tratto dalla Mappa n. 33H “1893 Aldwych & Kingsway development proposal. Theobalds Road – Strand” inclusa nel “History of London Street Improvements” di Percy J. Edwards, pubblicata da P.S. King & Son, Londra nel 1898 – Collezione privata degli Autori

All’immagine satellitare tratta da Google Earth è stata sovrapposta la sagoma della Sardinian Embassy Chapel a Londra (evidenziata in giallo e georeferenziata rispetto a riferimenti presenti sia sulla mappa n. 33H “1893 Aldwych & Kingsway development proposal. Theobalds Road – Strand” sia nella foto satellitare)
Nella seguente vista interna si comprende che la Sardinian Embassy Chapel fosse a navata singola, con volta “a schifo” e cupola ribassata in corrispondenza del transetto, sopra l’altare. Lungo i lati della navata erano presenti due ordini di balconi supportate da colonne in stile Dorico (verosimilmente in legno). In esito ad una georeferenziazione della mappa n. 33H “1893 Aldwych & Kingsway development proposal. Theobalds Road – Strand”, risulta una lunghezza della navata di circa 27 metri e una larghezza media di circa 8 metri.
Per quanto attiene l’esterno dell’edificio, è stato possibile recuperare una testimonianza, resa nel 1908 (ossia l’anno prima della demolizione) secondo cui “….L’esterno, ora che la strada non c’è più, si rivela in tutta la sua miseria; l’edificio, infatti, appare modesto e privo di attrattiva. Eppure, nonostante un certo aspetto di abbandono – dovuto forse all’imminente demolizione – l’interno possiede un fascino assai gradevole: il fascino di una chiesa d’altri tempi. Gallerie sovrapposte, dotate di balaustre leggere, corrono lungo tre dei lati. In una delle gallerie occidentali si trova un suggestivo organo, mentre al pulpito, situato sul lato sud, si accede dalla galleria inferiore…..”[[21]]

Incisione acquarellata dal titolo “The Roman Catholic Chapel, Lincoln’s Inn Fields” (incisori: Auguste Charles Pugin per la parte architettonica e Thomas Rowlandson per la parte relativa alle figure; acquatinta: John Buck) datata 1° aprile 1808 [[22]]. Questa incisione faceva parte dell’opera in tre volumi intitolata “The Microcosm of London” pubblicata da Rudolf Ackermann a Londra nel 1808.
Nell’immagine seguente viene riprodotto un disegno del versante opposto della navata, dove era collocato l’organo a canne che “sembra sia stato realizzato previa sottoscrizione nel 1803” [[23]]; le dimensioni delle canne comportarono la necessità di sopraelevare la copertura [[24]]

Disegno riportato alla pagina 18 del libro “History of Sardinian Chapel” di Johanna H. Harting, editore Rev. John Dunford R&T Washbourne, Londra 1905 (tratto dalla riproduzione digitale di Google Books)
Osservando il disegno si nota che le canne dell’organo sono sovrastate da uno stemma (coat-of-arms): gli Autori ritengono che, sia per le proporzioni che per la datazione delle decorazioni araldiche contenute (Scudi d’Arme), tale stemma oggi sia custodito nella nuova Chiesa Cattolica intolata a Sant’Anselmo e Santa Cecilia ubicata in Londra, al civico 70 di Lincoln’s Inn Field nel Quartiere di Camden.

Stemma del Regno di Sardegna custodito nella Chiesa Cattolica intolata a Sant’Anselmo e Santa Cecilia ubicata in Londra, al civico 70 di Lincoln’s Inn Field nel Quartiere di Camden
Lo stemma del Regno di Sardegna
Lo stemma rinvenuto presso la Chiesa intitolata a Sant’Anselmo e Santa Cecilia ed ubicata a Londra, al civico 70 di Lincoln’s Inn Field, risulta certamente anteriore al 1815 per due motivi: in primis manca la Croce di San Giorgio, storico simbolo di Genova (territorio che fu annesso al Regno di Sardegna dopo il Congresso di Vienna del 1815); in secondo luogo gli Scudi d’Arme riportate nello stemma appaiono coincidenti con quelli riportati in stemmi dell’epoca compresa tra il 1720 e il 1814. Come esempio di confronto si osservi lo stemma riportato nel “Regolamento degli Uffizi di Notaio e Insinuatore” pubblicato nella Stamperia Reale di Torino nel 1770 [[25]].

Stemma riportato nel frontespizio del “Regolamento degli Uffizi di Notaio e Insinuatore” pubblicato nella Stamperia Reale di Torino nel 1770 (tratto dalla riproduzione digitale di Internet Archive)
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Con riferimento al grafico che ricalca lo Stemma dell’antica Sardinian Embassy Chapel, risultano i seguenti Scudi d’Arme:
- Quattro Mori ovvero Regno di Sardegna
- Contea di Savoia
- Gerusalemme
- Lusignano
- Armenia
- Cipro
- Sassonia antica
- Sassonia moderna
- Angria
- Chiablese
- Aosta
- Piemonte
- Monferrato
- Ginevra
- Saluzzo
- Nizza
La cornice è formata da:
- Collare dell’Ordine Supremo della S.S. Annunziata [[26]]
- Cornice formata da nodi Savoia alternati a rose
Lo Stemma è sormontato dalla Corona Reale (19) e fiancheggiato da due leoni.
Conclusioni
L’auspicio degli Autori di questo articolo è che sia maggiormente valorizzato lo Stemma del Regno di Sardegna custodito presso la Chiesa intitolata a Sant’Anselmo e Santa Cecilia ubicata a Londra, possibilmente con l’applicazione di una targa (oggi assente) che ne spieghi il significato storico.
Cagliari, 18 ottobre 2026
Gli Autori
Giovanna Maria Cappello Gabriele Asaro
Bibliografia
- Biblioteca digitale Internet Archive di pubblico dominio come parte del IIPC (International Internet Preservation Consortium)
- Fondo archivistico British History Online
- Fondo archivistico della Collezione del Metropolitan Museum di New York (US) di publico dominio come parte del Met’s Open Access policy
- Fondo archivistico The Grub Street Project (University of Saskatchewan – Canada)
- History of Sardinian Chapel di Johanna H. Harting, editore Rev. John Dunford R&T Washbourne, Londra 1905
- History of London Street Improvements di Percy J. Edwards, editore P.S. King & Son, Londra 1898
- Italia. Il grande inganno (1861-2011) del Prof. Francesco Cesare Casùla, editore Carlo Delfino, Cagliari 2010
- London passed and passing A pictorial record of destroyed & threatened buildings di Hanslip Fletcher con note da AA.VV. editore Sir Isaac Pitman & Sons Ltd , Londra 1908
- Regolamento degli Uffizi di Notaio e Insinuatore pubblicato nella Stamperia Reale di Torino nel 1770
- Fondo archivistico Asaro-Cappello
[1] già in precedenza borgo di Holborn
[2] Fino al 1801 quando con l’applicazione dell’Union Act il Regno di Irlanda venne annesso al Regno di Gran Bretagna per formare il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
[3] che fu demolita all’inizio del XX Secolo nell’ambito di un Piano di riordino urbanistico dell’area compresa tra Embankment e le baraccopoli di Clare Market e Holborn
[4] È una delle Università di ricerce pubbliche più prestigiose al mondo, speciaizzata esclusivamente nelle Scienze Sociali, fondata nl 1895 da membri di spicco della Fabian Society. Tra suoi ex studenti e membri della facoltà si contano oltre 21 premi Nobel e più di 40 Capi di Stato e di governo (storici e attuali) si sono formati presso la LSE. La Sardinia House venne acquistata dalla LSE nel mese di novembre 2009 ed ospita attualmente tre dipartimenti universitari.
[5] A) Collezione del Metropolitan Museum di New York (US) di publico dominio come parte del Met’s Open Access policy; B) British History Online; C) The Grub Street Project (University of Saskatchewan – Canada)
[6] Carlo d’Asburgo chiese ed ottenne l’appoggio dal Re di Gran Bretagna per la conquista del Regno di Sardegna
[7] Capeggiate dalla famiglia Alagòn e dal Marchese di Villasor
[8] Regno di Sardegna e Corsica fu creato dal Papa Bonifacio VIII nel 1297, a seguito del Trattato di pace stipulato ad Anagni al termine della Guerra del Vespro a seguito della contesa tra angioini e aragonesi sull’eredità degli Hohenstaufen, casata cui appartenne il celebre Federico II di Svevia. Il Regno di Sardegna e Corsica venne rinominato nel 1479 Regno di Sardegna, quindi Regno d’Italia nel 1861, quindi Repubblica Italiana nel 1948.
[9] Restano ancora, a testimonianza di quel primo insediamento noto nelle cronache storiche come “Barcelloneta” la Chiesa in stile Gotico-Catalana intitolata alla Madonna di Bonaria ed una torre, detta di Bon Ayre, a pianta ottagonale (oggi adibita a torre campanaria) già facente parte della cinta muraria della fortificazione realizzata per l’assedio del Castel di Castro città di Cagliari (fortificata in quegli anni dall’Architetto Giovanni Capula, di cui restano le cosiddette Torri Pisane denominate T. di San Pancrazio, T. dell’Elefante e T. dell’Aquila (quest’ultima inglobata nel corso dell’ottocento nel Palazzo Boyl).
[10] Ad esempio durante l’occupazione del Piemonte, Nizza e Savoia da parte della Francia Rivoluzionaria prima e poi dell’Armata Napoleonica (1798 – 1814), il Re Vittorio Emanuele I fu costretto a rifugiarsi a Cagliari con la sua Corte, protetto dalla Flotta Reale Britannica. Decenni più tardi si verificarono una sequenza di eventi (es. Isola Ferdinandea, rifiuto del Re Ferdinando II di Borbone di schierarsi contro la Russia nella Guerra in Crimea) che videro convergere gli interessi del Regno Unito verso il Regno di Sardegna a discapito del Regno delle Due Sicilie, culminati con lo sbarco dei Mille a Marsala l’11 maggio 1860. In quella occasione l’appoggio fu sia strategico – stante la presenza di due navi da guerra del Regno Unito (l’Argus e l’Intrepid) nel porto di Marsala che ostacolarono e rallentarono il tiro dei cannoni delle navi della Flotta Borbonica contro i due piroscafi (Piemonte e Lombardo) – sia finanziario (tramite sottoscrizione del comitato Garibaldi Italian Unity Committee or Garibaldi Special Fund Committee i cui fondi furono impiegati per corrompere gli Ufficiali del Regno delle Due Sicilie al fine di opporre la minore resistenza possibile all’avanzata di Garibaldi)
[11] Nella Mappa è riportato con doppia lettera G
[12] Italia. Il grande inganno (1861-2011) del Prof. Francesco Cesare Casùla, Cagliari, Carlo Delfino Editore, 2010 pp. 27 e seguenti.
[13] Francesco Giuseppe Conte di Viry (1707 – 1766) è considerato il primo ambasciatore del Regno di Sardegna a Londra. Secondo le cronache, nel 1729 si stabilì presso Lincoln’s Inn Field accompagnato da sette cappellani, nove anni dopo il passaggio della Corona del Regno di Sardegna a Vittorio Amedeo di Savoia.
[14] Nel sistema giuridico Inglese (Common Law) ogni Barrister (Avvocato di alto livello) di Inghilterra e Galles deve appartenere ad un’Associazione professionale avente sede a Londra e denominata Inns of Court, che cura la formazione e regola la professione dei propri membri. Presso la Lincoln’s Inn è presente al XV Secolo una delle più antiche di queste Associazioni, oggi ridotte a quattro (Honourable Society of Lincoln’s Inn, H.S. of Gray’s Inn, H.S. of Inner Temple e H.S. of Middle Temple).
[15] Più precisamente si trattava di una Molly-House, frequentata dalla comunità omosessuale di Londra, e denominata Mother Clap, dal nome della proprietaria Margaret Clap.
[16] Jean Rocque (c. 1704 – 1762) fu un esploratore, cartografo e incisore britannico, nato in Francia da una famiglia Ugonotta e fuggito con la famiglia in Inghilterra a seguito delle persecuzioni religiose.
[17] Tratta da British History Online “Plate 68: No. 54, Lincoln’s Inn Fields, rear of archway’, in Survey of London: Volume 3, St Giles-in-The-Fields, Pt I: Lincoln’s Inn Fields, ed. W Edward Riley, Laurence Gomme (London, 1912)
[18] Ian Haywood “The Gordon Riots of 1780: London in Flames, a Nation in Ruins” (11 March 2013)
[19] Unitamente a pozzi poco profondi e circa una decina di sorgenti naturali
[20] in particolare tra Theobalds Road (a Nord) e lo Strand (a Sud): in altri termini l’immagine è ruotata di circa 90° verso sinistra (ossia il Nord geografico punta in direzione Ovest)
[21] London passed and passing A pictorial record of destroyed & threatened buildings di Hanslip Fletcher con note da AA.VV. editore Sir Isaac Pitman & Sons Ltd , Londra 1908 (rif. Pagina 221 e seguente)
[22] Originale presso la collezione del Metropolitan Museum di New York (US) di publico dominio come parte del Met’s Open Access policy
[23] “It is to Father O’Connor that the church is indebted for the present grand organ, which is said to have cost .£ 1,000, and which replaced an organ which in the old ledgers is called ” the present fine organ,” which seems to have been erected by subscription in 1803” rif. pagina 100 del libro “History of Sardinian Chapel” di Johanna H. Harting, editore Rev. John Dunford R&T Washbourne, Londra 1905
[24] “During the extensive alterations made in the church, which included the raising of the roof in order to admit of the erection of the larger organ, the congregation attended Mass at the Schools in Gate Street” rif. pagina 100 del libro “History of Sardinian Chapel” di Johanna H. Harting, editore Rev. John Dunford R&T Washbourne, Londra 1905
[25] Fonte: Internet Archive
[26] Massima onorificienza di Casa Savoia, istituito da Amedeo VI nel 1362. L ‘Ordine del Collare, il cui scopo era di “indurre unione e fraternità tra i potenti sicché si evitassero le guerre private”, era riservato ai nobili più illustri e fedeli, e la regola statutaria prevedeva che tutti gli insigniti fossero considerati pari e si chiamassero tra loro “fratelli”